Se qualcuno mi vedesse adesso, in mezzo ai campi, accovacciata su una zolla di terra, direbbe che sono una solitaria, ignorando che qui non esiste solitudine. Su questa terra tutto parla, anche il silenzio. Ne stringo un pugno tra le dita, ne godo il profumo e penso a mio padre e a mio nonno che ci hanno affondato le radici prima di me, al suo colore così chiaro. Quel colore io lo chiamo coraggio. Lo stesso coraggio di Akin mentre attraversava il mare di lapislazzuli, bello e cattivo. Unico punto di congiunzione tra la sua terra e la nostra. Quella terra color ocra che incontro sulla sua pelle e nei suoi occhi. Colori impressi nel mio cuore come le sue orme sulla spiaggia appena sceso dal barcone. L’ho conosciuto al supermercato, ma lui non elemosina i soldi del carrello. Cerca di vendere libri di giovani autori africani, nella speranza di un destino migliore. Ne ho presi due e abbiamo parlato un pò. Akin significa coraggioso e io mi chiedo se ci vuole più coraggio a rimanere nel piccolo villaggio dove è nato o a venire qui.
Accompagnando i bambini a scuola ho conosciuto anche i colori splendidi, accesi e freschi nello stesso tempo, della terra peruviana. Carlos qui fa il tappezziere, ma conserva nel cuore l’idea di tornare là. Quando lo osservo ho la sensazione che un suo antenato Inca sia sceso di nuovo tra noi e nei suoi tratti decisi riesco a vedere il marrone vigoroso delle radici dell’Amazzonia e lo sconvolgente rosso carminio della terra nella Valle del Colca. In suo onore, nel mio orto ho piantato un peperoncino peruviano e dalla prima piantina ne sono nate tante altre. Quando è maturo diventa di un bellissimo arancio luminoso e se un giorno Carlos andrà via, io avrò quel piccolo gioiello che mi parlerà di lui e della sua terra.
Si è alzato il vento e una farfalla si posa sul mio dito. Viene a raccontarmi delle sfumature di terra che ha visto volando qua e là: gialli scintillanti, rossi spavaldi, marroni impetuosi. E con l vento, leggera va via… e io rimango qui, su questa terra che mi scorre dentro a chiedermi di che colore sia l’anima. L’ho sempre immaginata trasparente, ora invece, la mia mente e soprattutto il mio cuore, la vede avvolta da tutti i colori delle nostre terre. Quella di Akin, di Carlos e la mia.