PlaNET MONKEY: Educazione ambientale e creatività

Il progetto Planet Monkey  ( planetmonkey.it ) è molto più di un progetto, è ormai la seconda anima, parallela e connesso del microcosmo di Writer Monkey.

L’inziativa nasce dalla convinzione che la creatività sia un importante strumento educativo e, di conseguenza, può essere utilizzato per richiamare l’attenzione dei bambini – e perché no, le loro famiglie – su temi importanti che riguardano loro e la società in cui vivono.

Trai temi che richiedono particolare attenzione educativa, in generale – e in particolare in questo momento storico – spicca l’emergenza ambientale. Le nuove generazioni si trovano a dover affrontare il difficile compito di partecipare attivamente ad una inversione di tendenza che deve riguardare la quotidianità della società, delle famiglie e dei singoli individui.

La scuola può diventare un luogo privilegiato per incoraggiare questo cambiamento.

Dettagli

A chi è dedicato
Bambini e ragazzi in età scolastica
Modalità
Incontri con il tema di Planet Monkey, lavoro in classe, momenti di condivisione all’aria aperta.

Ma tutti possono partecipare alla mostra evento finale con un’opera.

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La mostra evento finale

A conclusione di questo progetto il gruppo di Writer Monkey, organizzerà una mostra evento a partire dalle opere realizzate e raccolte. Ci saranno le parole, la musica, le immagini. Saranno di grandi e piccini. Le stiamo collezionando!

La mostra evento finale

Fai sentire la tua voce e partecipa così alla mostra evento finale con la tua opera per tutelare l’ambiente.

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CHE COS’È L’IMPRONTA ECOLOGICA?

Per vivere abbiamo bisogno di sfruttare le risorse che la natura ci dona: cibo da mangiare, acqua da bere, abiti da indossare, suolo da occupare.
Come facciamo a sapere quanti di questi beni stiamo utilizzando, se stiamo consumando troppo, se lo stiamo consumando nel modo giusto, se lo stiamo usando o sprecando?
E come facciamo a sapere quanto ancora ce ne è a disposizione?
Per noi e per tutte le generazioni future. Stiamo lasciando la Terra come l’abbiamo trovata, o stiamo inquinando?

Dobbiamo calcolare la nostra impronta ecologica.

L’ORMA DELL’UOMO SULLA TERRA

Per misurare la domanda dell’uomo nei confronti del nostro Pianeta si utilizza un indicatore chiamato impronta ecologica: un valore che calcola di quante risorse naturali l’uomo ha bisogno e le confronta con la capacità della Terra di rigenerare quelle risorse.

Potete immaginarla come l’orma di un grande “piedone” sulla sabbia bagnata: il segno più o meno ingombrante del nostro passaggio sul Mondo.

Per calcolarla si prendono in esame le abitudini di ciascuno in fatto di:

  • scelte alimentari
  • quantità di rifiuti prodotti
  • superficie di suolo occupato
  • abiti o altri beni acquistati
  • energia consumata
  • anidride carbonica emessa in atmosfera

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UNA TERRA SOLA NON CI BASTA

Più l’impronta ecologica è alta, più la salute del Pianeta è a rischio: significa che mentre l’uomo non accenna a diminuire le sue richieste, la Terra fatica a “stargli dietro”, e non riesce a sostituire ciò che egli ha consumato.

Ma se il Pianeta è a rischio, chi lo è con lui?
Il Pianeta è la fonte della nostra vita. È la nostra casa, la nostra madre. Non si parla di salvare il Pianeta e basta, si parla di salvare noi stessi.

Gli scienziati hanno calcolato che attualmente stiamo vivendo come se avessimo più o meno una Terra e mezza a disposizione, e prima del 2050 arriveremo a consumare come se ne avessimo 2.

L’anno scorso abbiamo terminato tutte le risorse che la Terra potrebbe rigenerare in un anno ad agosto (l’overshoot day).

Le notizie, quindi, non sono incoraggianti: abbiamo uno stile di vita al di sopra delle nostre possibilità.

COSA POSSIAMO FARE?

Per fortuna anche noi, nel nostro piccolo, possiamo contribuire ad abbassare la nostra impronta ecologica. Come? Per esempio, scegliendo, quando possibile, di spostarci in bicicletta o con i mezzi pubblici, piuttosto che farci scarrozzare in auto; o mangiando frutta e verdura di stagione, che non debbano aver compiuto centinaia di chilometri per finire nel nostro piatto; o ancora, ricordandoci di spegnere la luce quando usciamo da una stanza e di non lasciare pc o tv in stand-by quando non li stiamo usando.

Tutti piccoli accorgimenti che contribuirebbero a ridurre il nostro impatto sul Pianeta.

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