“Ogni parola ha conseguenze.
Ogni silenzio anche.”

(Jean-Paul Sartre)

Penso che ognuno di noi abbia le proprie esperienze in tal senso, no?
E anch’io, oggi ancora di più, ho le mie ragioni per affermarlo.
Ci sono silenzi che te le urlano in faccia, le risposte che forse attendevi.
E allora è giusto, è sacrosanto, è doveroso “volersi bene”, più del solito, o imparare a farlo, anche se può costare.
Perché non c’è silenzio che possa farci più male di quello che, a volte, ci ostiniamo ad autoinfliggere, custodire e procrastinare nel tempo dentro Noi Stessi, pur nella sua consapevolezza.
Anzi, l’esserne consapevoli e proseguire comunque sulla via della sua coltivazione, diventa addirittura masochismo perseguito, e non c’è scusa, allora, alla “volontà” – ché, infine, solo di tale si tratta – di “farsi del male”…
Meglio, molto meglio – anche se forse non propriamente facile, allora – cercare di autoconvincersi, con una buona dose di sana autostima – che, dopo tutto, e come ben recitano le parole di un post trovato nel web:

“Alla fine, ciò che di speciale c’era tra noi,
ero io.”