Tempo fa, sfogliando una rivista di viaggi ed avventure, i miei occhi si sono soffermati, incantati, su una serie di splendide fotografie che ritraevano il deserto del Sahara e, senza volerlo, i miei occhi si sono soffermati su quelle immagini, patinate ma perfettamente reali, senza potermi sottrarre all’ irresistibile richiamo che da esse si sprigionava rievocando atmosfere impalpabili e rarefatte, ma inevitabilmente seducenti.
Ed ecco affiorare dal profondo una moltitudine di sensazioni che sfuggivano alla percezione del tatto, ma che carezzevoli si insinuavano nella mente per irretirla conquistandola a sé.
Non avevo più scampo, e così iniziai il mio viaggio fantastico attraverso il “mio” deserto.
Perché il Sahara non è solo un luogo geografico. È uno spazio della mente, una dimensione del cuore, un’esperienza interiore.
Nel deserto il silenzio ti conquista già al primo giorno, o meglio, alla prima notte: un silenzio interno che prende forza dal grande vuoto che circonda gli uomini.
“Spazio vuoto”, infatti, è la traduzione letterale di Sahara. Niente strade, niente infrastrutture, niente segni, niente civiltà…
Un luogo dove perdere se stessi, perché questo è il significato profondo di chi intraprende un viaggio nel deserto, il senso autentico di una traversata nel mare di sabbia: lasciare tutto quello che non serve, perdersi per ritrovarsi.
Smarrire le sicurezze, gli attaccamenti, i segni del carattere, per svegliarsi come bambini in un letto di dune e di luce.
Sono tanti i deserti nel mondo, sono tutti diversi, ma a ben guardare qualche elemento in comune c’è: il messaggio di purezza, di religiosità, di solitudine positiva, e quel senso di vuoto fisico, appunto, che appaga i nostri bisogni di trascendenza.
Certo, a questo significato primordiale, benefico, poetico, col tempo se ne sono aggiunti altri: i confini, le tappe, le guerre, i traffici degli uomini, le mete turistiche.
Ma anche mescolate insieme, queste motivazioni non cancellano una realtà magica, autentica, indistruttibile.
Una realtà che ognuno di noi può ritrovare anche in se stesso, se solo sa guardarsi dentro esplorando il proprio deserto…
Il mio viaggio è ancora in corso.
Non ho fretta di arrivare.