Nella grande casa padronale l’atmosfera era cupa, il marito-padrone guardava la moglie, donna dolce e remissiva, con severità:

“Confessa donna, mi sei stata infedele, non è così? Ti hanno vista uscire dalla casa di Terenzio il fabbro”.

“Sono andata solo a consegnare gli indumenti che avevo stirato”.

“Ti sei intrattenuta più del dovuto, anzi, non avresti neppure dovuto entrare in casa sua in assenza della moglie”.

“Non ho pensato a questo, io…”

“Questa tua imprudenza mi ha messo in ridicolo di fronte agli altri.  Non importa se non parli, per confessare e chiedere perdono è sufficiente che tu vada al lavandino e ti lavi le mani davanti a tutti”.

La donna guardò i suoi due figli che stavano a fianco del padre e la guardavano con sdegno.

Con fierezza rispose:

“No, non mi laverò le mani per confessare qualcosa che non ho fatto”.

“Bene, allora non potrai mangiare a tavola con la famiglia, non ne sei degna. Voglio la tua confessione”.

Nel frattempo dal piano superiore scendeva le scale un giovane forestiero, che aveva affittato una delle stanze vuote che il padrone di casa metteva a disposizione.

Il giovane scosse la testa sentendo quelle dure parole, quella donna era così dolce e gentile, non poteva aver fatto niente di male. Non disse nulla e uscì di casa.

 

Ogni sera il marito-padrone, chiedeva alla moglie la solita cosa: di lavarsi le mani per confessare ed espiare. Lei non accettava, quindi doveva mangiare da sola e servire poi la famiglia a tavola.

 

Quella mattina, il marito e i figli erano già usciti per il lavoro in campagna, il giovane forestiero era pronto per ripartire; entrò in cucina, salutò la donna intenta a preparargli la colazione e disse:
“Signora, perdonatemi, ho sentito le durissime parole di vostro marito, e le accuse che vi ha rivolto.

Per quello che vale io le credo, ha fatto bene a non lavarsi le mani, voi non meritate un simile trattamento”.

La donna lo guardò con le lacrime agli occhi, quel giovane era così gentile, educato, si confidò con lui fra le lacrime:

“Oh, sapeste cosa sto passando, non posso più mangiare a tavola, devo stare da sola e servire loro, i miei figli non mi rivolgono più la parola, danno ragione al padre. Ma io non ho fatto nulla… ALMENO L’AVESSI FATTO!” disse con voce alterata dal dolore.

Il giovane le si avvicinò le sollevò il viso con una mano e guardandola teneramente disse:
“E’ vero, sarebbe stato meglio, voi avete bisogno di amore, di calore, qualcuno dovrebbe abbracciarvi… qualcuno dovrebbe baciarvi…”

La prese tra le braccia e la baciò a lungo, dolcemente. Lei chiuse gli occhi e ricambiò l’abbraccio.

Il giovane raccolse la valigia, le sorrise un’ultima volta e se ne andò.

Quella sera stessa, senza che nessuno la sollecitasse, la donna, in presenza del marito e dei figli, andò al lavandino e si lavò le mani.