Autore: Ilaria Agostini

Il fatto è…

Il rumore della tv nelle sere d’estate. Quello che senti quando si mangia all’aperto… È solo in quelle sere che trasmettono certi film. E ogni anno li danno, e li ridanno, e li ridanno: pellicole che ormai sanno di salsedine. Non li puoi vedere i fotogrammi, ma tanto li conosci a memoria, e non è difficile indovinare dall’intensità della luce che arriva, da quelle piccole variazioni cromatiche sul muro, il momento esatto un cui lei lo guarda e lui, più o meno inconsapevole, si innamora. E sai, tu già lo sai, che sarà per sempre. Sono una da cinema...

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Sfacciato – rivisto

SFACCIATO Le mie bambine sono sempre contente di visitare posti nuovi. Entro subito in sintonia con le loro risate, forse perché, a modo mio, sono stata felice qui. Il pensiero vola a quella breve, intensa avventura. Forse finita al momento giusto, per idealizzare meglio quel che avrebbe potuto essere. A Pisa decidiamo di entrare in una galleria d’arte che si affaccia in un vicoletto. E questo posto sì che mi ricorda qualcosa. Una parete in particolare mi colpisce e no, non mi sono sbagliata: in un angolo li vedo, ci sono i suoi occhi appesi. E sono belli e netti,...

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Ero vita nella vita della foresta

Il nome del mio popolo è onomatopeico. Pataxò. Come il rumore delle onde che si infrange sulla riva. Pataxò, perché noi eravamo sempre lì, dove l’onda andava a morire, quando ancora vivevamo di pesca nella nostra terra ancestrale. Prima che la pesca ci fosse vietata, prima che ci confinassero nella riserva naturale, costretti a cedere le nostre terre agli allevatori, e poi ai coltivatori di caffé ed eucalipto. La terra è sempre stata il nostro corpo. I fiumi sono le nostre vene. Privandoci della terra, ci hanno privati del nostro essere. Bruciando i nostri alberi, hanno gettato lava nei...

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Milonga urbana

Musica nelle orecchie, e a passo lento mi lascio scivolare tra vischiosi pensieri, avvolta dall’acre odore della città che ancora non accetta la fine dell’estate. Il vento è caldo e gioca con la peluria dorata delle braccia ancora abbronzate. Sono belle le donne in questo momento di passaggio, quando hanno ancora addosso il sudore di un nuovo incontro al chiarore della Luna. Un nuovo isolato: tre uomini vestiti di nero rompono per un istante l’illusione, ma poi dietro l’angolo c’è lei, in abito rosso, lei che quegli uomini non li conosce, eppure li raggiunge a passo scomposto. E allora...

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Il codice a barre

Sono io che controllo che tutto sia al suo posto da queste parti. Da quando hanno dato alla gente la possibilità di passare da sola la spesa sul codice a barre ne ho viste di cose… “Salve signore, posso esserle d’aiuto?” Mi guarda con la faccia scocciata tenendo la confezione di pollo in offerta in una mano e lo scanner nell’altra che trema un po’. Io li riconosco tutti a distanza ormai, sono capace di dedurre da quello che comprano o indossano molte cose della situazione attuale di ciascuno: questo ad esempio è un divorziato. Abbastanza fresco di divorzio...

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Che non si rompe, ma se si rompe va in mille pezzi

Il fatto è che io da piccola sentivo mia nonna parlare del bombardamento di San Lorenzo, e dei fascisti. Che lei a 7 anni aveva perso suo padre, che quando suonava l’allarme era sempre l’ultimo a mettersi in salvo. Crescendo avevo capito che mio nonno, come tanti nonni della sua generazione, in realtà era un sopravvissuto. Mangiava tanto e si coccolava il suo stomaco eccessivo, perché per il resto della vita era stato secco come un chiodo, un fascio di nervi progettato per salvare se stesso e chi gli capitava a fianco. L’altro nonno era stato deportato, ma poi...

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1 week ago
Writer Monkey

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❤️

3 CommentiComment on Facebook

😍

Un bel momento, grazie di cuore ❤️

Ma che bel ricordo!!! Grazie davvero di cuore ❤️❤️❤️

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