SCARLETT
– …e avessi visto la faccia del giudice quando ho detto che ero disposta a lasciare interamente a Bruce la proprietà della casa e della terra in cambio del suo giubbotto d’aviatore e dello scrambler! “Signora, se fosse in mio potere ordinerei una perizia psichiatrica”, mi ha detto mentre firmavo gli accordi per il divorzio. “La perizia psichiatrica avrei dovuta farla prima di sposarmi con quest’ individuo”, gli ho risposto, ma non credo di averlo convinto.-

Scarlett scosse la testa sorridendo, e Dylan la guardò ammirato.

– Immagino che il giubbotto e lo scrambler fossero le cose a cui lui tenesse di più. –

Lai annuì:- Questo giubbotto lo abbiamo comprato insieme ad un  mercatino dell’usato, in realtà lo volevo per me, ma la taglia non c’era e così lo ha preso lui, così come si è sempre preso tutto quello che mi piaceva. Sogni compresi. Come quello di pilotare un aereo. Riprendendomi il giubbotto mi sono ripresa il mio sogno. Lo trovi stupido? –
Era curiosa di conoscere il suo parere perché lui sembrava all’opposto di Bruce e del giudice. La sua approvazione l’avrebbe gratificata.

– No, non è stupido. E’ grande. – Disse lui senza incertezze.

Era parecchio che camminavano, ma ora che s’era rotto il ghiaccio, ed erano entrati in confidenza, la strada sembrava meno faticosa. E il movimento attenuava la sensazione del freddo anche se aumentava quella della fame.

–  Conviene fare una piccola sosta.- Dylan si diresse verso un grosso tronco reciso, dove sedette e si accese una sigaretta. – Attenua la fame. – Disse porgendole il pacchetto di Lucky Strike, che lei però rifiutò.

– Non fumo. Mio padre è morto di cancro ai polmoni. Non è stato bello vederlo morire. Non voglio fare la sua stessa fine. –
Con un gesto della mano respinse le sigarette. E il ricordo.

– Di qualcosa moriremo comunque. Tu stavi per ammazzarti con la moto. – Replicò lui col tono di una verità incontrovertibile

– Hai ragione: uccisa dallo scrambler del mio ex marito. –  Rise. – Ma l’alternativa a quello era il trattore. Bruce la macchina non l’ha mai voluta comprare, ha sempre detto che non ci serviva, che a Wawina eravamo serviti di tutto. Ma figurati! Uno spaccio, una chiesa che funge anche da scuola, una condotta medica funzionante a giorni alterni, e una stazione ferroviaria con un unico treno dove nessuno mai sale e nessuno mai scende: benvenuti a Wawina, l’ombelico del mondo. Almeno a detta di Bruce. –

– Perché lo hai sposato? – La domanda era seria, stavolta.

–  Sono nata e cresciuta in un circo, dove mio padre faceva il domatore di leoni e mia madre, prima che un incidente la rendesse zoppa, l’acrobata cavallerizza. Ho trascorso la mia infanzia e la mia adolescenza sotto un tendone, dove solo un telo garantiva quella privacy che però mostrava in penombra, perché da quel tendaggio filtravano ombre, gesti e voci. Io e mio fratello Lou, abbiamo assistito alle schermaglie amorose dei miei, alle loro liti furibonde e alle loro altrettanto furibonde riappacificazioni. Mio padre domava i leoni e mia madre domava lui. Questo prima dell’incidente che l’aveva resa zoppa e incattivita. Ha iniziato a bere e ad accusare mio padre di tradimenti inesistenti. Un vero inferno per tutti, fino al giorno in cui s’è impiccata nel recinto dei cavalli: la sua ultima acrobazia. Mio padre, perso interesse al suo lavoro (domare i leoni ora che non c’era più mia madre a domare lui, non aveva senso) e alla vita, e passava il tempo a fumare e a parlare col fantasma di lei. La gente del circo, esasperata dalla sua inerzia, un giorno ci ha scaricato in un villaggio mormone dello Utah dove, mio fratello ed io, ci siamo trovati a doverlo accudire. Ormai dipendeva completamente da noi così come noi dipendevamo dalla comunità mormone che, fin dal primo momento, ci aveva adottato. Dopo che mio padre è morto, Lou ha sposato la figlia di un membro della “Church of Jesus Christ of Latter-Day Saints” mentre io ho tagliato la corda quando il suocero mi ha chiesto in moglie per ampliare il suo harem. Ero stanca di situazioni strambe, volevo una vita normale e così ho chiesto ospitalità ad una zia nel Wisconsin, e subito dopo ho incontrato Bruce. L’ho conosciuto ad un rodeo mentre tentava di domare un bronco selvaggio da cui era stato però subito disarcionato. Per niente risentito, una volta a terra, ha iniziato a ridere. Una risata contagiosa che ha coinvolto tutta la platea. Ho pensato a mia madre e a mio padre, domatori indomiti, e alla tragedia delle loro vite, e in quel momento ho deciso che avrei sposato uno come quel ragazzo che nonostante la caduta, e la figuraccia, se la rideva di gusto. Così ho saltato il recinto e gli ho porto la mano per aiutarlo ad alzarsi. Il pubblico è andato in visibilio. Lui ha preso la mia mano e non l’ha lasciata più. –
Scarlett aveva sciorinato il suo racconto senza apparente partecipazione emotiva, con lo sguardo fisso sulla traiettoria dei ricordi, al confine tra il Wisconsin e il Minnesota.

– E così ha preso la tua mano e non l’ha lasciata più. Non ci trovo nulla di strano, sei molto carina ed intraprendente, che non guasta. Ma sarebbe accaduto se fossi stata intraprendente ma brutta? –
La riflessione di Dylan non aveva alcun intento provocatorio, era solo per avere il  punto di vista di lei.

–  Mia madre era ardita, spericolata ed intraprendente ma non certo bella, eppure mio padre ne era follemente innamorato. Credo che ci si innamori di altre cose oltre l’aspetto fisico. –

– Trovi davvero che io sia carina? –  Domandò lei dopo che s’erano rimessi in cammino.

Dylan assentì con convinzione.

Lei sorrise e indicando i Ray-Ban Wayfarer che gli schermavano gli occhi, chiese: – non li togli mai?-

– Sono refrattario alla luce, e poi ho gli occhi di due colori diversi, uno verde e l’altro nocciola, e  la gente ha la brutta abitudine di fissarmi. Non lo fanno con intenzione, ma non possono farne a meno. Dovrei esserci abituato, ma non è così. Non mi va di essere al centro dell’attenzione. Non per questo dettaglio. –

– Anche a me non piace sentirmi troppo gli occhi addosso. Bruce, invece, ama essere guardato, soprattutto dalle donne.- Nella sua voce non c’era traccia di gelosia.

– Così il tuo ex è un tipo che attira l’attenzione. Ha attirato anche la tua, no? –

– E’ il tipo yankee, biondo, occhi azzurri e fisico da surfista, anche se non sa nuotare. Annegherebbe in una pozzanghera –

– Stando al tuo racconto, neanche i puledri sa cavalcare. Disarcionato al primo tentativo! –

– Te l’ho detto che lui ama essere comunque al centro della scena! –
Ribadì Scarlett, ridendo di cuore.