Enigmatica, e inquietante, questa immagine.
Questa è almeno la sensazione che suscita in me l’osservazione superficiale del soggetto, una figura femminile ricoperta completamente da un drappo bianco, dinanzi ad un imponente e maestoso, quanto misterioso, portone chiuso, incastonato in un labirinto di cornici concentriche; sublime geometria di forme e intuizione di contenuti.
Cosa si cela dietro quelle pareti?
Dietro il nitido contrasto di colori?
Quali risposte a quali interrogativi?
Mi soffermo, invece, e scelgo di osservare, e ascoltare, oltre la superficialità della prima impressione.
E quasi con stupore, mi accorgo di ciò che in un primo momento non avevo considerato, un qualcosa di astratto, invisibile, ma assolutamente ben percepibile ad una partecipazione più profonda, che tocca altre corde della nostra ricca interiorità, basta saperle riconoscere, e ascoltare.
Ed ecco che, allora, quella prima iniziale e sgradevole sensazione di enigma e inquietudine, si scioglie, evapora, svanisce…
Lasciando spazio (e tempo) allo sbocciare di nuovi profumi, di altre sfide, di nuovi sentieri che solo attendono di essere percorsi…
Ed entro, infine, in quel portone.
Anch’io.
Ma cosa vi ho trovato, dietro e dentro, non lo rivelerò mai.