Era la prima volta che entravo nella libreria. Immediatamente quell’atmosfera intrisa di cultura mi rapì. La gente intenta a sfogliare libri e riviste, l’odore delle pagine, le infinite emozioni che tutte quelle parole sapevano trasmettere.

Mi ritrovai a curiosare tra opere di arte, narrativa, poesia, cinema e, con mia sorpresa, ricette di cucina. Mi appassionai a quella della crema pasticcera, quel nettare giallo che rubavo con il dito quando avevo i calzoni corti. La gente sussurrava scambiandosi sguardi complici e io non riuscivo più a smettere di leggere e di deliziarmi alla vista delle foto delle torte con la scritta “Auguri” fatta con il cioccolato. Ecco perché dimenticai che avevo impostato il timer su 20 minuti. L’ultimo pensiero fu che anche il mio nome sarebbe stato stampato su una pagina il giorno dopo.