IL VENTO E’ LO STRUMENTO CON CUI DIO SEDUCE LE DONNE
C’è questo sole impotente, pretestuoso ed illusorio, che non riesce a dispensare benessere alla città già semi svestita, palesemente ingannata dall’artificio scenico di una stagione immatura.
Mi sento tradita perché il mio corpo era già pronto a ricevere l’impeto della primavera: l’abito leggero che si lascia attraversare dal tiepido soffio del vento, con quella  lingua d’aria che accarezza le gambe, il ventre ed i glutei e sale verso i seni, lungo il collo e le braccia, fino alla radice dei capelli.
Il vento è lo strumento con cui Dio seduce le donne.
In piena luce, senza pudore, le sue dita accarezzano, titillano, palpano; la sua lingua morbida bagna di saliva la pelle che s’offre estasiata alla sua sensuale, divina, voluttà.
Le donne allargano le gambe per lasciarsi penetrare.
E’ la comunione perfetta.
L’ostia non dovrebbe essere rotonda ma oblunga, come un pene, d’accogliere tra le labbra ed assaporare nel misticismo dell’autentica condivisione.
Alla fine, Dio, si è fatto uomo con un sesso ed una lingua e polpastrelli, per accarezzare e penetrare.
E saliva e sperma, per irrorare e fecondare. E dare piacere.

LA SIGNORA COL BASTONE DA PASSEGGIO
Mentre cammino sento la fragilità delle mie caviglie.
Non mi fido dei passi veloci, ho paura di cadere.
Questa paura è forse dovuta allo scompenso del mio equilibrio nervoso, cosicché anche il bordo basso dei marciapiedi mi causa ansia.
Ma nonostante le mie attenzioni prendo storte o incespico nell’aria.
Fantastico su un bastone da passeggio che dandomi stabilità d’appoggio, mi renderebbe eccentrica ed interessante, caratterizzata dall’acquisizione di uno stile inedito, sarei conosciuta come  “la signora col bastone da passeggio”.
Camminerei in maniera innocente e provocatoria, sfacciatamente incoerente. Ancheggiante, per via della precarietà dei tacchi contrapposti  quel mio raffinatissimo bastone da passeggio.
Uno studiato atteggiamento blasè completerebbe la mia nuova immagine.