C’era fermento quel mattino nella cascina delle streghe, anzi delle “quasi fate”. Sì perché, dopo aver sconfitto il malefico Angel Devil, le sette fanciulle si stavano impegnando con tutta la buona volontà possibile per aiutare i compaesani nelle difficoltà quotidiane.
Hilary, Lucy, Irin, Grace, Patty e Matty dopo aver passato la loro esistenza al servizio del male, certamente costrette, si trovavano adesso in una sorta di limbo benefico al quale non riuscivano ad abituarsi. Era una sensazione nuova, e c’è da capirle, passare da rubare le pecore ai pastori ad aiutarli a mungerle, ce ne vuole. Quella mattina dicevo c’era fermento: Grace stava decorando le pareti del salone con motivi floreali a chiari colori pastello mentre Patty rincorreva i ragni che non ne volevano sapere di sloggiare dalla loro dimora centenaria. Irin spazzava il pavimento della cucina borbottando con Hilary che intanto cuciva le nuove tende di pizzo per il salone. Le due ogni tanto emettevano qualche grido strozzato, quando Irin si imbatteva in uno scarafaggio ribelle, e quando Hilary ogni sei punti si bucava con l’ago. Matty intanto cercava di capire come funzionava la lavatrice appena acquistata, e lo faceva con tanto di bacchetta e polverine magiche, producendo scrocchi e rumori metallici.
«E piantala Matty, così finira per sfasciarla! Ti ricordo che è ancora in garanzia.»
«Allora saputella vieni tu a dirmi come funziona!»
«Saputella un corno! Ci sono le istruzioni, non sai leggerle?»
«Ahiii, piantatela, mi fate innervosire e con quest’ago che già mi odia…»
Accorse in cucina Grace avvolta nel suo nuovo vestito giallo.
«Ma che succede ragazze, state litigando?»
Irin gettò la scopa a terra e sbottò.
«Basta, non ne posso più! Vi sembra questo il modo di vivere? Abbiamo la magia e dobbiamo usarla solo a fin di bene, ma non è possibile! Siamo streghe, capito? Streghe! Dobbiamo fare incantesimi, ballare sotto la luna e scorazzare in cielo a cavallo di una scopa. Che vita è questa?» «Ti sei pentita? Vuoi forse tornare dalla parte del male?» la apostrofò Grace.
Anche Patty si riversò in cucina per seguire la discussione.
«Non dico questo sorelle. Non intendo tornare dalla parte del male, però tutto questo è.. è»
«Non è naturale. Irin ha ragione.» - Intervenne Hilary succhiandosi il sangue dal dito.
«Forse dovremmo discuterne un po’ e cercare una soluzione. Questo clima nervoso mi distrugge e quest’ago poi!»
Proprio in quel momento si sentì un frastuono nel salone, tutte accorsero e trovarono Lucy che entrando di corsa aveva inciampato al secchio della vernice facendolo rovesciare sul pavimento e colorando il vecchio adorato pavimento di pietra grigia.
«Ecco ci mancavi tu!» Esplose Patty.
«Ragazze ho trovato la soluzione!»
«Di cosa parli?»
«Parlo di noi, di questo tipo di vita.» Le guardò una ad una, «Perché a voi piace?»
«Sediamoci in giardino, in circolo e parliamo un po’.» - disse Grace. 
Tutte la seguirono fuori casa e si sedettero in circolo sul prato. Già respirare l’aria fresca della sera le fece rilassare un tantino. «Allora Lucy, racconta.»
«Questa vita non fa per noi. Abbiamo rinunciato al male è vero, ma alla magia no quindi…» «Quindi?»
«Quindi perché non mettere la magia al servizio del bene, più o meno.»
«La pianti di parlare per enigmi? Più o meno?» Grace si stava innervosendo.
«D’accordo. In paese oggi ho visto la Maestrina, portava grandi occhiali scuri malgrado fosse bel tempo. Ho pensato che fosse strano così con un colpetto di bacchetta glieli ho fatti cadere. Indovinate un po’?»
Si fecero più interessate, dopotutto quella Maestrina piaceva a tutte.
«Dicci, dicci.»
«Aveva gli occhi gonfi e lividi. Quel porco del marito l’ha picchiata di nuovo!»
Grace la interruppe:
«Ho capito cosa vuoi dire. Intendi usare la magia per punire i colpevoli di malefatte, giusto?»
«Proprio così! Che ve ne pare?»
Tutte insieme annuirono e si mostrarono entusiaste della proposta di Lucy.
«Sapete – disse Irin – a volte mi soffermo a pensare al passato, quando eravamo fanciulle innocenti, come eravamo felici vero?»
«Già – rispose Matty – ma non durò molto purtroppo, ricordate?»
Calò il silenzio… i ricordi affioravano…

L’INQUISITORE
“Le fanciulle erano fiori appena sbocciati, amavano gli animali, soprattutto i gatti, i fiori, le piante, amavano uscire di notte per ammirare la luna e le stelle.
Un brutto giorno vennero prelevate con la forza dalle loro case e portate al cospetto del crudele inquisitore Torquemada, famoso per le terribili torture che infliggeva ai prigionieri.
Qualcuno le aveva denunciate per stregoneria, perché le vedeva in giro di notte seguite da numerosi gatti. A nulla valsero i pianti e le suppliche delle poverette, furono gettate nelle segrete senza pietà”.

A questo punto gli occhi di tutte e sette erano pieni di lacrime di rabbia, ognuna di loro ricordava, come fosse in quel momento, il dolore lancinante dei ferri roventi nelle loro giovani carni, le urla strazianti che echeggiavano in quelle celle anguste.

“Dopo giorni di torture, Hilary, Grace, Patty, Matty, Irin e Lucy furono condannate al rogo.
Proprio mentre il fuoco cominciava a lambire le loro vesti avvenne l’incredibile…
Un’infinità di frecce avvelenate colpì a morte tutte le guardie, una forte pioggia spense il fuoco e apparve lui… Angel Devil!
Fece caricare le ragazze sul carro e le portò nel suo castello in cima alla collina.
Fu loro salvata la vita è vero ma, divennero schiave di Angel, un mago al servizio del male, che le obbligò a compiere ogni tipo di crudeltà.
Già, i ricordi possono fare male e le ragazze sedute in circolo lo sapevano fin troppo bene.

Grace si scosse da quel silenzio pesante e si schiarì la gola:
«Allora Lucy, quale sarebbe la tua idea?»
«Dobbiamo dare una lezione a quel porco di marito, una lezione che ricorderà per tutta la vita e gli farà passare la voglia di picchiare moglie e figli.»
«Una cosa tipo infilarlo in un sacco e riempirlo di randellate?»
«Mi piace!»
«Altre idee?»
«Magari qualcosa di più scenografico…»
«Cosa c’è di più scenografico di una raffica di legnate?»
«Una trasformazione.»
«Lo trasformiamo!»
«In cosa?»
«Nel porco che è!»
«Difficile.»
«Se lo ha fatto l’amica Circe possiamo farlo anche noi.»
«Giusto! Li cattureremo per la festa di Halloween.»
«Ma…non era solo il marito della Maestrina?»
«A cercare bene in paese di personaggi da punire ce ne sono, e quanti!»
Si procurarono molti sacchi di iuta, girarono per le strade rendendosi invisibili e osservando i comportamenti degli uomini nei confronti delle loro famiglie. Ne trovarono alcuni che immancabilmente tornavano a casa ubriachi e tormentavano le mogli, altri che inventavano ogni scusa per correre dall’amante, altri ancora che spendevano fino all’ultimo soldo nel gioco d’azzardo, lasciando la famiglia senza il necessario.
Li avrebbero sistemati a dovere…
Si accordarono con le mogli di quegli sciagurati, le quali, dopo un momento di paura, accettarono di buon grado, sapendo che i mariti sarebbero stati chiusi in un sacco e non le avrebbero viste.
Li aspettarono all’uscita dei bar e delle bische, era buio ormai, li chiusero nei sacchi e li trasportarono con un carro nel bosco.
Li scaricarono a terra e li bastonarono di santa ragione. Le mogli erano le più agguerrite, sfogarono tutta la loro rabbia sulle schiene dei malcapitati mariti.
Dopodiché, la strega Hilary disse:
«Bene, ora liberiamoli.»
Un colpetto di bacchetta magica ed ecco uscire dai sacchi… dei bei maialini grufolanti.
Tutte scoppiarono a ridere… quella sì che fu una bella festa di Halloween!

Non pensate amici che questa sia una storia completamente passata. Attenzione a come vi comportate con le vostre donne. Attenzione ad usare la violenza e l’arroganza. 
Se vi capiterà di guardare negli occhi un porcello ricordatevi delle sette streghe; sappiate che sono ancora in giro, e che si divertono un mondo!
Lucia Amorosi e Graziella Dimilito