Tutte le stanze sono occupate da vecchi sconosciuti. Il mio armadio è in una di queste.
Cosa ci fanno questi vecchi dentro casa mia?
Ho bisogno della mia cravatta, di sceglierne una tra le decine che posseggo, ma sono uno stupido nel pormi il problema; non ho ancora deciso che abito indossare.
Dalla lavanderia, non so quando, ne hanno consegnati due.
Non ho bisogno di trovare l’armadio.
C’è puzza di escrementi umani nel corridoio che percorro per giungere nella cucina dove, se ricordo bene, ho lasciato gli abiti ancora incellofanati.
Eccoli lì: uno è di color grigio fumè, l’altro è un principe di Galles blu notte. Entrambi andrebbero bene per il soirée, però opto per quello grigio.
La camicia color salmone sarebbe impeccabile, ma come trovarla?
Ci sono troppi vecchi che dormono, ma perché in casa mia?
So che è casa mia, ma inizio ad avere dei dubbi!
Sento delle urla giungere dalla camera da letto.
Devo ripercorrere il corridoio ed ho già indossato l’abito, ma sono a piedi nudi, ho come la sensazione di camminare in una pozzanghera; adesso so da dove proviene il fetore.
L’infermiera non ha cambiato i pannolini ai vecchi! L’infermiera? Quale infermiera? In casa mia non ci sono mai state infermiere e neanche tutte queste persone.
Il corridoio è buio. Accendo la luce che riflette sul mio camice bianco…. Che fine ha fatto il vestito?
E chi sono io?
La camera da letto è alla mia destra; la volontà mi fa aprire la porta a sinistra.
Nella spiaggia non c’è anima viva.
Non è sabbia quella che calpesto, non è del mare l’acqua che vedo!
Manuela piange disperatamente! Perché proprio lei?
Durante il viaggio nel pick-up mi racconta che suo marito è morto!
Mi dispiace, era un tipo simpatico, ma lei mi è sempre piaciuta parecchio.
Mi aspettano al teatro, lo spettacolo non può avere inizio senza il protagonista! Mefistofele è già dentro me; il fetore che credevo essere dei vecchi è il mio!
Manuela me lo aveva detto che ero troppo grande per pensare di avere una storia con lei.
Le ruote del pick-up slittano nel fango… Apro gli occhi.
Manuela non è nel letto.
Sento un suono provenire dalla cucina, attraverso il corridoio e la raggiungo. Sta ballando da sola; Manuela che balla? Ed io cosa faccio? Rido! Non riesco a trattenere il riso fino a quando lei non se ne accorge e spegne la radio. Mi guarda e vedo i suoi occhi colmi di lacrime, persi dentro se stessi!
La sveglia non ha suonato, non ha funzionato.
Mi aspettano in teatro. Sarà meglio che mi sbrighi. Manuela dorme serenamente… Ma se suo marito è morto, io chi sono? Manuela è mia moglie! Il teatro è chiuso da vent’anni….
Quel sipario non si alzerà mai più