LUCY
Ottobre 1966, in Grahm Street, nel pub Old Den, tra odor di whisky e fumo di sigaretta, Lucy sgombrava i tavoli ed il bancone dai boccali più volte riempiti e vuotava i posacenere colmi di sigarette schiacciate, uccise, tutte ritorte quasi si fosse voluto in tal modo sopprimere un qualche tarlo dell’anima che faceva male, molto male. Lei era avvezza al vocio degli avventori da cui infatti riusciva ad estraniarsi mentre scivolava silenziosa tra tavoli e bancone guardando appena quei volti, quegli occhi annacquati d’alcool e fumo, persi in meandri sconosciuti ed oscuri.
Ma ora sentiva una certa tensione alle gambe; era quella che arrivava dopo mezzanotte, dovuta al suo lungo stare in piedi.
Dai, Lucy, tra un po’ te ne andrai a casa “ , si disse.
Pensò ai suoi due figli già addormentati e al marito da mesi disoccupato che certamente avrebbe ritrovato spiaggiato davanti a birra e tv . Eh già, doveva lavorare ad ogni costo, anche se quel posto era isolato e frequentato da tipi loschi. Non era riuscita, infatti, a trovare di meglio.
Si riconcentrò sul lavoro perché doveva sbrigarsi a riordinare se voleva prendere il bus delle 0:45, ultima corsa. Gli avventori, notando le sue manovre che indicavano l’imminente chiusura, se ne stavano andando via alla spicciolata. Tutti tranne uno, quel tipo che a testa bassa guardava fisso dentro al suo terzo whisky. “ Chissà cosa starà pensando, avrà forse dei problemi a casa o di lavoro”, pensò con un velo di tristezza e con l’empatia tipica di chi in prima persona vive certe dolorose problematiche. Aspettò che trangugiasse fino all’ultima goccia e poi , con la massima cortesia che le riusciva di mostrare a quell’ora tarda, gli disse :” Signore, sto chiudendo il pub. Esca la prego”.
Il tipo uscì e lei chiuse tutto, tirò giù la grata .
Poi in fretta si diresse alla fermata…mancavano 5 minuti ancora . Si guardò intorno: la nebbia gocciolava silenzio ferita appena dai lampioni. Ancora 4 minuti…quando un rumore di passi la fece voltare.
“Ah”, si disse tranquillizzandosi, “ è solo il tipo del bar.”
L’edizione serale del London Time del giorno dopo riportava a titoli cubitali:” Un altro efferato delitto del mostro di Londra: uccisa una barista”.
M.M. foto dal web.
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Variante suggerita da R. I. , mio amico:
Lucy rientrò a casa. Appoggiò le sue cose, tra cui quel nuovo portafogli da uomo gonfio di banconote, sul tavolo. Si lavò, bene, le mani. Il lavandino si colorò di un rosso sbiadito. Era molto stanca. Baciò i due figli che dormivano.

L’edizione serale del London Time del giorno dopo riportava a titoli cubitali:” Un altro efferato delitto del mostro di Londra: ucciso un uomo alla fermata del bus di Grahm Street ”.

Variante ulteriore: