Capitolo Sesto
Improvvisamente ci fu un trambusto fuori da quello sgabuzzino dove i nostri due si erano rifugiati per stare tranquilli e, cosa ben più preoccupante, si sentì la sirena della Polizia che si avvicinava sempre di più.
La porta si aprì ed Ana si catapultò dentro e con tono che non ammetteva repliche, urlò: “Presto, seguitemi!”.
I due non fiatarono e la seguirono in una serie di meandri che si trovavano in quella specie di casa finchè arrivarono in un sottotetto, senza finestre e con la porta nascosta dietro a un armadio.
C’era un letto, una sedia e una lampadina che penzolava dal soffitto: evidentemente era lì che si nascondeva lo ‘Stalker’.
Ana spiegò che c’era stata una rissa tra due bande di Sudamericani; a una di quelle appartenevano certi suoi parenti, qualcuno aveva chiamato la Polizia e non sarebbe stato bello se avessero trovato loro due nello sgabuzzino.
Lei era una ragazza sveglia, troppo sveglia e così Wendy si ritrovò immersa in un mare di guai, grossi guai.
Complice di una serie di reati, non sapeva neanche quali e quanti!
Ci fosse stato almeno Dave vicino a lei ma lui era lontano mille miglia con le sue biciclette e i suoi ragazzi.
A proposito di Dave, si stava avvicinando l’ora nella quale si collegava con lui e attraverso Skype si raccontavano la giornata.
Non sentendola si sarebbe preoccupato: doveva chiamarlo assolutamente e non far trasparire nulla di quello che stava succedendo. Voleva lasciarlo fuori da questa storia e cavarsela da sola.
Ana spiegò che c’era stata una rissa tra due bande di Sudamericani; a una di quelle appartenevano certi suoi parenti, qualcuno aveva chiamato la Polizia e non sarebbe stato bello se avessero trovato loro due nello sgabuzzino.
Lei era una ragazza sveglia, troppo sveglia e così Wendy si ritrovò immersa in un mare di guai, grossi guai.
Complice di una serie di reati, non sapeva neanche quali e quanti!
Ci fosse stato almeno Dave vicino a lei ma lui era lontano mille miglia con le sue biciclette e i suoi ragazzi.
A proposito di Dave, si stava avvicinando l’ora nella quale si collegava con lui e attraverso Skype si raccontavano la giornata.
Non sentendola si sarebbe preoccupato: doveva chiamarlo assolutamente e non far trasparire nulla di quello che stava succedendo. Voleva lasciarlo fuori da questa storia e cavarsela da sola.
Ana spiegò che c’era stata una rissa tra due bande di Sudamericani; a una di quelle appartenevano certi suoi parenti, qualcuno aveva chiamato la Polizia e non sarebbe stato bello se avessero trovato loro due nello sgabuzzino.
Lei era una ragazza sveglia, troppo sveglia e così Wendy si ritrovò immersa in un mare di guai, grossi guai.
Complice di una serie di reati, non sapeva neanche quali e quanti!
Ci fosse stato almeno Dave vicino a lei ma lui era lontano mille miglia con le sue biciclette e i suoi ragazzi.
A proposito di Dave, si stava avvicinando l’ora nella quale si collegava con lui e attraverso Skype si raccontavano la giornata.
Non sentendola si sarebbe preoccupato: doveva chiamarlo assolutamente e non far trasparire nulla di quello che stava succedendo. Voleva lasciarlo fuori da questa storia e cavarsela da sola.
Si sentivano le voci dei poliziotti e dei litiganti attraverso i muri, la situazione sembrava sotto controllo.
Nel sottotetto dove li aveva lasciati Ana, lo ‘Stalker’, stremato, si era coricato sul letto e si stava addormentando, così Wendy decise che era il momento buono per telefonare a Dave.
Lo chiamò e gli disse che era ancora fuori perché con Frida avevano deciso di stare un po’ insieme a divertirsi e a trascorrere una serata diversa.
Lui ne fu contento anche perché gli dispiaceva lasciare Wendy così spesso sola, soprattutto ora che era riuscito a iscrivere la ‘DABLIUDI’ al Giro di California: si era avverato uno dei suoi sogni.
Però avrebbe dovuto partire per San Diego con tutto il Team per provare il percorso nei minimi particolari, per cui sarebbe stato lontano da casa ancora qualche settimana.
Si fece promettere che lei si sarebbe tenuta libera per i giorni della corsa in modo da poter andare con lui.
Wendy gli espresse tutta la sua gioia, gli disse di star tranquillo che avrebbe fatto il possibile per liberarsi.
Liberarsi, una parola che ora assumeva ben altri significati e se Dave lo avesse minimamente immaginato… meglio così, doveva fare da sola.
Nel frattempo da fuori non arrivava più nessun rumore, la Polizia forse era andata via, a giudicare dal suono della sirena che si allontanava e il retro dell’armadio si spostò
Un attimo di panico ma per fortuna entrò Ana con un vassoio di cibo e di bevande.
Le disse che tutto era passato, erano stati arrestati tre ragazzi con precedenti penali, ma la dottoressa poteva tranquillamente andare via.
Wendy si infuriò e disse che non si sarebbe mossa da lì finchè non le avessero raccontato tutta la verità riguardo a quella faccenda nella quale era rimasta coinvolta.
Ana si accovacciò per terra vicino a Wendy e mentre lo ‘Stalker’ continuava il suo sonno inquieto ma utile visto lo stress che stava subendo, cominciò a raccontare sottovoce quello che era successo la notte in cui era iniziata quell’avventura.
Lei era ancora sveglia perché il piccolino non riusciva a dormire e piangeva disperato.
Mentre lo cullava si avvicinò alla finestra e vide un uomo che si aggirava intorno alla casa cercando forse il modo di entrare.
Nonostante il buio della notte e il giardino scarsamente illuminato, lei riconobbe quel simpatico paziente che due volte alla settimana vedeva nella sala d’attesa dello Studio.
Inoltre lo incontrava abbastanza spesso anche nel suo quartiere e si diceva che frequentasse una bisca clandestina perché era appassionato di gioco d’azzardo.
Ecco, pensò Wendy, dove erano finiti i dollari che lui aveva sottratto alla sua ex! Infatti, quando gli investigatori avevano indagato su di lui scoprirono che il suo tenore di vita non corrispondeva a quello che avrebbe potuto avere, la casa stessa lo dimostrava.
Il vizio del gioco, altro punto a suo sfavore: era proprio un essere diabolico e dovevano stare molto attente.
Ana disse che un po’ per curiosità e per evitare che qualcun altro della famiglia si accorgesse di lui, andò ad aprire la porta e lo fece entrare.
Era eccitatissimo e farfugliava che aveva bisogno di un posto per nascondersi per qualche giorno.
Avrebbe pagato bene per quell’aiuto, nessuno doveva sapere niente di lui; la pregò, la implorò e quando tirò fuori una mazzetta di dollari e glieli mise in mano, lei lo accompagnò in quella stanzetta dove si trovavano ora.
Il giorno dopo, dopo averlo accompagnato in bagno e dato la colazione senza farsi vedere da nessuno, lo rinchiuse nello stanzino e andò a lavorare: in studio scoprì cosa era successo.
Si rendeva conto che stava commettendo un reato ma quel signore era sempre gentile con lei, le parlava in spagnolo, le faceva dei complimenti e lei era contenta di poterlo aiutare.
Inoltre la Signora ‘Depressa’ non era certo con lui e questo lo faceva soffrire ancora di più.
Era già buio fuori e Wendy svegliò lo ‘Stalker’ per sapere il resto della storia, forse vera o forse no.
Lui, ancora imbambolato dal sonno, si scusò, dopo aver bevuto la birra che Ana aveva portato, chiese cosa era successo.
Lei che era stanca e stava perdendo tutta la calma professionale che avrebbe dovuto avere gli intimò di continuare la sua storia, soprattutto di dirle dove era finita la Signora che era con lui al concerto.
Lui giurò che non ne sapeva più niente, erano innamorati, dovevano fuggire insieme, avevano organizzato tutto nei minimi particolari e ora lei era sparita e non si era più fatta viva
Il concerto doveva essere un saluto agli amici prima della loro fuga verso la felicità e invece tutto si era trasformato in una tragedia.
All’inizio la serata era andata benissimo, lo aveva visto anche lei che era presente.
Quando tutti andarono via loro due avrebbero dovuto passare dalle rispettive case, prendere i bagagli che erano già pronti e precipitarsi in aeroporto per imbarcarsi sul primo volo per Parigi.
Quella sera il marito era a Boston per lavoro, la cameriera in festa e loro potevano agire liberamente.
Arrivarono con un taxi alla casa di lei, sembrava tutto tranquillo, loro erano felici ed eccitati.
Aprirono la porta, entrarono ed improvvisamente si accesero le luci e, davanti a loro si materializzò il marito con aria minacciosa.
Lo ‘Stalker’, che non brillava certo per coraggio, disse che si spaventò a morte e fuggì il più velocemente possibile lontano da lì lasciando la sua innamorata nelle grinfie del marito.
Si vergognava per il suo comportamento e vagò nella notte per cercare un posto per nascondersi.
Con i suoi precedenti e sapendo che tipo era il marito di quella donna che gli aveva cambiato la vita, non voleva correre rischi: sarebbe intervenuto il Giudice, la sua ex con le sue accuse, nessuno l’avrebbe creduto.
Era meglio sparire e aspettare che si calmassero le acque.
Gli venne in mente Ana che forse una mano poteva dargliela, visto il quartiere in cui abitava non sarebbe stato l’unico ricercato e così, senza passare neanche da casa sua, si ritrovò in quello sgabuzzino.
Wendy era sfinita, raccomandò a quei due di non combinare altri guai e promise loro che avrebbe cercato di aiutarli.
Chiamò un taxi e se ne tornò a casa.

Continua….