Un appuntamento imperdibile per chi, come me, ama l’arte nelle sue varie espressioni, siano esse figurative, pittoriche, scultoree o musicali, nonché letterarie, come no!
Un appuntamento imperdibile, questa serie di filmati, proiettati nelle sale cinematografiche di tutta Italia, finalmente dedicati alla vita e alle opere di grandi artisti di fama mondiale, da van Gogh a Caravaggio, da Monet a Degas, da Tintoretto a Picasso, dal Museo del Prado a Gauguin, e altri ancora.
Ed è proprio all’unica proiezione locale del film su Gauguin, che non mi sarei voluta assolutamente perdere, che ho partecipato ieri sera in una sala cinematografica di Bolzano, inizio ore 21.00 .
La mia città d’origine, che sempre amo, non è purtroppo dietro l’angolo, da casa mia sono circa 45 km, e ieri sera era freddo, sferzava un vento micidiale, ma sono partita ugualmente, non avrei potuto non farlo, per raggiungere il capoluogo.
In autostrada sentivo le raffiche soffiare violente intorno e fuori dall’auto, il buio e il sibilo del vento hanno costantemente accompagnato il mio tragitto, ma più forte di tutto era il desiderio di non mancarlo, questo appuntamento.
Sono arrivata per tempo, un caffè al volo presso il bar interno alla struttura e via, dentro, in sala.
È un cinema multisala, ce ne sono ben sette, io dovevo accedere a quella numero uno.
Mi sono accomodata sulla comoda poltroncina in velluto blu per prima, poi, a breve distanza di tempo, sono arrivate altre quattro persone.
Quattro. Una giovane coppia e due donne.
Punto.
Cinque persone cinque, in tutto, presenti alla visione del film, accompagnato dalle splendide e suggestive musiche del pianista e compositore Remo Anzovino.
Non mi sorprende, la cosa.
Già molto, troppo spesso, nel tempo, ho dovuto constatare che in queste zone periferiche molta gente non si muove proprio, la sera, per partecipare ad eventi culturali di vario genere e spessore, a maggior ragione se il clima è inclemente o ci si deve sobbarcare una trasferta di alcune decine di chilometri…
Pigrizia, certo.
Disinformazione, forse.
Ma soprattutto, aggiungerei io, disinteresse.
E questa è la cosa peggiore.
Perché non apre porte, il disinteresse.
Non amplia orizzonti, l’indifferenza.
Mentre sono convinta, sempre, che nella cultura e nei vari infiniti modi di potervi accedere, stia la chiave di volta per aprire menti, costruire ponti, allargare confini…
Ma tant’è. Nulla di nuovo, sotto il sole.
Quel sole che io, ieri sera, ho invece ritrovato anche nella visione di questo bel filmato sulla vita e le opere di Gauguin, sul suo spirito di viaggiatore indomito e selvaggio, che lo portò a vivere, a fine ‘800, nella lontanissima Polinesia, terra e genti che impressero un segno indelebile e riconoscibilissimo ai suoi dipinti e alle sue, forse meno conosciute, sculture.
Ecco, io ieri sera, sola in sala con altre quattro sparute persone “coraggiose”, mi sono lasciata irresistibilmente affascinare dalla storia del protagonista, dagli splendidi paesaggi esotici di un Paese lontanissimo, ma anche e forse soprattutto, dall’ammaliante colonna sonora con le musiche, struggenti e seducenti, di Anzovino, raffinato e sensibile artista, compositore e pianista, che mi hanno catturata in questo “viaggio” condiviso, sia pur solo immaginario, in quelle terre sperdute che tanto affascinarono Gauguin.
Non ho “perso tempo”, ieri sera, sobbarcandomi il viaggio fino a Bolzano ed il rientro notturno, in solitaria.
Non ho rinunciato a nulla, tanto meno ad una comoda e tranquilla serata sul divano di casa mentre fuori il vento spazzava case, cose e pensieri.
No, anzi. Ho guadagnato.
In Bellezza, in ricordo, in gratitudine.
E queste, sai, non se ne andranno.
Nemmeno coi venti più impetuosi.