L’EVASO
Ce l’ho fatta! Sono riuscito a corrompere un secondino, mi ha aiutato a fuggire dal carcere di massima sicurezza. Mi è costato un bel po’ ma ne è valsa la pena. Ora corro veloce nella neve, ho gettato a terra le manette che mi stringevano i polsi, sono libero! Però che freddo terribile, ma non importa devo farcela, il secondino mi ha detto che a distanza di dieci chilometri c’è un centro abitato. Forza, mangio un po’ di cioccolato, mi darà energia.
Cammino da ore ormai, il freddo è insopportabile, quanti chilometri avrò fatto? Non si vede niente, vedo solo i miei piedi che affondano nella neve fresca.
Un momento! Ecco laggiù, vedo qualche lumicino, Dio ti ringrazio, sono quasi arrivato! Forza forza, cammina Sam, brutto bastardo, non farti prendere. Le luci sono più vicine adesso, il secondino mi ha detto la verità, è un centro abitato, sono libero, mi viene da piangere di gioia.

Il direttore del carcere ordina alle guardie di mettere bene in mostra le lanterne: “Quell’imbecille sta arrivando, preparatevi ad accoglierlo, non si è neppure accorto di aver camminato in tondo”.

Stremato, Sam giunge carponi nei pressi delle luci, grida “Aiuto”, e si lascia andare nella neve. Lo sguardo gli cade su qualcosa che luccica proprio vicino al suo corpo. Con orrore riconosce le manette che aveva gettato ore prima.