Accanto.
Leggo e rileggo questa parola: Accanto.
Accanto, accanto, accanto…
Me la ripeto mentalmente, più volte, me la sussurro lentamente a labbra dischiuse, quelle stesse labbra che ora si sciolgono in un inatteso impercettibile sorriso…
Accanto.
C’è qualcosa di dolce in questa espressione, di carezzevole, qualcosa che mi sfiora delicatamente il viso, il pensiero, lo sguardo.
Qualcosa che in questo preciso istante avverto solo mio, imperdibile e indivisibile, ma che ritengo giusto, ora, condividere in qualche modo anche “qui”. Qui, su questa mia pagina virtuale, ma non per questo meno vera e reale e partecipata, dove nel tempo, con qualcuno, si è anche instaurato un contatto sincero e affezionato ma non poi tanto diverso, pur nella sua virtualità, da altri contatti reali che convivono nella mia quotidianità arricchendola di sentimenti, stimoli, emozioni.
Certo, lo so, non tutti sapranno comprendere (né tantomeno giustificare) queste mie parole e questo mio sentire.
Ma per me è sufficiente che lo sappia io.
Io.
E so comunque di non essere la sola.

“Accanto è un posto per pochi”

Sì, per pochi.
Quei pochi che, nel reale come nel virtuale, pur con tutti i limiti che ciò comporta, hanno saputo e sanno “comprendere”, “sentire”, “condividere”, e questo oltre le parole scritte, pronunciate o anche “solo” digitate.
Quei pochi che mi sono e, spero – se lo vorranno – mi resteranno “accanto”.
Qualcuno se ne è andato, qualcuno ha scelto il silenzio (ma anche i silenzi, a volte, restano comunque presenze, quando si è stati “accanto”…), qualcuno ha preferito urlare altrove il proprio credo…

Oui, c’est la vie.
Et la vie c’est comme ça.
Così.
Di contatti e di affetti che vanno e vengono, che nascono e muoiono, che ti fanno gioire come straziare.
Accanto.
Dentro.

VIVERE.