Autore: Graziella Dimilito

Odette – in risposta a “Teatro”

Odette amava ballare ma le gravose condizioni economiche dei suoi genitori non potevano permetterle l’iscrizione ad una seria scuola privata di danza classica, la sua più grande passione. Era riuscita a convincere sua madre ad acquistare alcune riviste dove vi erano illustrate figure di danzatrici e spiegazioni di passi di danza. Seguendo il suo istinto davanti allo specchio della piccola cameretta sulle punte e mezze punte dei suoi piedini si esibiva per un pubblico immaginario, et voilà: plié, arabesque, relève, tournout, volé… Sapeva che era solamente un bellissimo sogno, ma Odette sperava che un giorno il suo desiderio di diventare una étoiles della danza classica diventasse realtà. Oh si,con un po di fortuna avrebbe potuto esibirsi proprio all ‘Opéra Garnier de Paris. Ad occhi chiusi si vedeva dietro le quinte del teatro tremante e nervosa, vestita nel tutù di tulle bianco, i capelli raccolti in uno chignon, con le mani incrociate sarebbe esplosa in un liberatorio ” merde merde merde” un rito di buon augurio prima di entrare in scena… Ed eccola apparire sul palco, aggraziata, librarsi, lieve, leggera in un turbinio di movimenti armoniosi. A fine esibizione dopo un grazioso inchino a braccia aperte, poi richiuse come ad accogliere tutti i presenti in un abbraccio, il pubblico in uno scroscio di applausi si sarebbe alzato in piedi e gli applausi sarebbero scivolati su Odette come piccole lacrime luminose;...

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In procinto di fuggire

Si rivelò una ardua impresa per il giovane pittore quella di riuscire a fare rimanere impressa sulla tela la sua stupenda opera; in effetti non vi fu verso, il fanciullo e la fanciulla a cui stava dando anima e corpo non riuscivano proprio a rimanere fermi. Ad ogni pennellata di colore pareva che patissero il solletico, scalciavano e ridevano con una tale gioia contagiosa che coinvolsero nelle risa lo stesso pittore. Infine il giovane pittore riuscì a portare a termine il suo dipinto, anzi i suoi dipinti, le tele erano due, in una vi era raffigurato il fanciullo e nell’altra la fanciulla, li aveva dipinti contemporaneamente quasi come se quei due fossero la stessa anima, soddisfatto dell’opera compiuta incorniciò le tele e si accorse all’istante di quanto fossero strane le figure; i due fanciulli erano per metà dentro e per l’altra metà fuori dal quadro in procinto di fuggire, si guardavano con aria complice e con un’ingenua aria birichina strizzarono l’occhio al giovane pittore, schizzarono fuori dal quadro e corsero a giocare. Recommend0 Enable Javascript to click a...

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3 days ago
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2 CommentiComment on Facebook

Scusate sabato 5!

Non vedo l'oraaaa 🤩🤩🤩🤩🤩🤩

4 days ago
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Foto dal post di Giuliana Sestili ... Vedi altroVedi meno

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5 days ago
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